Farmaci Cardiologici
Sindromi coronariche acute ed impiego degli inibitori Gp IIb/IIIa: somministrazione di routine a monte o differita e selettiva ?
Nei pazienti con sindromi coronariche acute a rischio moderato ed alto, sottoposti ad una precoce strategia di intervento invasivo, le attuali lineeguida raccomandano la somministrazione di inibitori della glicoproteina IIb/IIIa ( Gp IIb/IIIa ) a tutti i pazienti prima dell’angiografia...(Leggi)
Rapidi effetti immunomodulatori della Rosuvastatina nei pazienti con sindrome coronarica acuta
Le statine, note anche come inibitori dell’HMG-CoA reduttasi, riducono la mortalità cardiovascolare e la morbilità nei pazienti con sindrome coronarica acuta.Non è ben definito quanto rapidamente le statine esercitino i loro effetti favorevoli nei pazienti con sindrome coronarica acuta e...(Leggi)
Sindromi coronariche acute: minore incidenza di emorragia maggiore con Bivalirudina
Le lineeguida per i pazienti con sindromi coronariche acute sia moderate che ad alto rischio raccomandano un precoce approccio invasivo con concomitante terapia antitrombotica tra cui Acido Acetilsalicilico ( Aspirina ), Clopidogrel ( Plavix ), Eparina a basso peso molecolare...(Leggi)
Studio ERICA: la Ranolazina in associazione all’Amlodipina riduce gli episodi anginosi nei pazienti non responder ai calcioantagonisti
L’obiettivo dello studio ERICA ( Efficacy of Ranolazine in Chronic Angina ) migliora l’angina nei pazienti con malattia coronarica stabile con sintomi persistenti nonostante il dosaggio massimo raccomandato di Amlodipina ( Norvasc ). Allo studio hanno preso parte pazienti con 3...(Leggi)
Abciximab riduce il rischio di eventi avversi nei pazienti con sindromi coronariche acute sottoposti a PCI dopo pretrattamento con Clopidogrel
Lo studio ISAR-REACT-2 ( Intracoronary Stending and Antithrombotic Regimen: Rapid Early Action for Coronary Treatment 2 ) ha valutato se Abciximab ( ReoPro ) sia associato a benefici clinici nei pazienti ad alto rischio con sindromi coronariche acute ( ACS...(Leggi)
Eventi cardiaci nei pazienti ad alto rischio con sindromi coronariche acute nonostante il trattamento aggressivo
Lo studio SYNERGY di confronto tra Enoxaparina ( Clexane/Lovenox ) e l’Eparina non frazionata nei pazienti con sindromi coronariche acute ( ACS ), ad alto rischio, ha mostrato che l’Enoxaparina non è inferiore all’Eparina non frazionata nel ridurre la morte...(Leggi)
La terapia con le statine non dovrebbe essere interrotta durante l’ospedalizzazione per infarto miocardico
E’ stato ipotizzato che la sospensione della terapia con le statine durante la sindrome coronarica acuta possa ridurre i benefici del pretrattamento.I Ricercatori del National Registry of Miocardial Infarction hanno compiuto uno studio osservazionale, confrontando le caratteristiche cliniche e demografiche...(Leggi)
Fasudil, un inibitore della Rho-chinasi, nel trattamento dell’angina stabile
L’inibizione della Rho-chinasi permette ai vasi sanguigni di rilassarsi e di aumentare il rifornimento di sangue al tessuto cardiaco. Il Fasudil è un inibitore della Rho-chinasi. Una forma endovenosa del Fasudil è stata approvata in Giappone fin dal 1995 ed...(Leggi)
Effetto antianginoso addizionale della Ranolazina nei pazienti con forma grave di angina cronica
La Ranolazina esercita il suo effetto antianginoso mediante la parziale inibizione dell’ossidazione degli acidi grassi. I Ricercatori del CARISA ( Combination Assessment of Ranolazine In Stable Angina ) hanno valutato se la Ranolazina fosse in grado di migliorare il...(Leggi)
La somministrazione dei nitrati può essere interrotta nei pazienti con malattia coronarica emodinamicamente stabile da almeno 3 mesi e privi di sintomi anginosi
Sono state studiate le conseguenze della sospensione dei nitrati nei pazienti con malattia coronarica emodinamicamente stabile da almeno 3 mesi e privi di sintomi anginosi. Un totale di 120 pazienti sono stati arruolati. Ad 80 pazienti è stata sospesa la somministrazione di...(Leggi)
Non sono chiari gli effetti del Tirofiban nelle donne con sindromi coronariche acute
Lo studio ha valutato l’effetto del Tirofiban ( Aggrastat ) tra le donne con sindromi coronariche acute. E’ stata compiuta un’analisi post hoc di tutte le donne arruolate nello studio PRISM-PLUS. Nella prima fase era emersa una riduzione dell’endpoint composito primario di...(Leggi)
L’Aspirina con o senza il Clopidogrel , nella prevenzione cardiovascolare dei pazienti con sindrome coronarica acuta
I Ricercatori dello studio CURE ( Clopidogrel in Unstable Angina to Prevent Recurrent Events ) hanno studiato i benefici ed i rischi di aggiungere il Clopidogrel ( Plavix ) a differenti dosaggi di Aspirina nel trattamento dei pazienti con sindrome...(Leggi)
Nei pazienti con sindrome coronarica acuta il prolungato pretrattamento antitrombotico peggiora l’outcome rispetto al trattamento di breve durata
Uno studio compiuto in Germania ha valutato se un pretrattamento antitrombotico prolungato migliorasse l’outcome ( esito) nei pazienti con sindrome coronarica acuta sottoposti ad intervento di cateterizzazione. Sono stati ammessi allo studio pazienti con sintomi di angina instabile associata a sottoslivellamento...(Leggi)
Studio EVET : l’Enoxaparina più efficace della Tinzaparina nel trattamento dei pazienti con sindromi coronariche acute senza sopraslivellamento ST
Lo studio ha confrontato due eparine a basso peso molecolare, Enoxaparina ( Clexane ) e Tinzaparina ( Innohep ), nel trattamento delle sindrome coronariche acute senza sopraslivellamento ST. Un totale di 438 pazienti è stato assegnato in modo random al trattamento...(Leggi)
L’Ivabradina , un inibitore della corrente If, risulta efficace e sicura nel breve periodo nei pazienti con angina stabile
L’Ivabradina ( Procoraban ) è un farmaco che riduce la frequenza cardiaca, agendo in modo specifico sul nodo seno-atriale. Appartiene ad una nuova classe , quella degli inibitori della corrente If. Un totale di 360 pazienti con storia di angina cronica stabile...(Leggi)
L’effetto favorevole dell’Abciximab nei pazienti con angina instabile refrattaria ed elevata troponina T, sottoposti a PTCA , perdura nel tempo
Il trattamento con l’antagonista del recettore della glicoproteina IIb/IIIa prima e durante l’intervento coronarico nell’angina instabile refrattaria produce un miglioramento dell’outcome (esito) precoce. I Ricercatori del Thoraxcentre dell’Erasmus Medical Centre di Rotterdam in Olanda hanno valutato se l’effetto favorevole dell’Abcixumab perdurasse...(Leggi)
Studio GUSTO IV-ACS : l’Abciximab non presenta benefici sulla sopravvivenza ad 1 anno nei pazienti con sindrome coronarica acuta senza sopraslivellamento ST
Lo Studio GUSTO IV – ACS ( Global Use of Strategies To Open Occluded Coronary Arteries IV – Acute Coronary Syndrome ) ha valutato gli effetti nel lungo periodo dell’inibitore della glicoproteina IIb/IIIa, Abciximab ( ReoPro ) nei pazienti con...(Leggi)
Studio PROSPER : la Pravastatina ha ridotto il rischio di malattia coronarica nelle persone anziane
Lo studio PROSPER ( Prospective Study of Pravastatin in the Elderly at Risk ) ha valutato I benefici della Pravastatina ( Pravaselect , Selectin ) un farmaco ipocolesterolemizzante, nel trattamento delle persone anziane con malattia...(Leggi)
I beta bloccanti riducono la mortalità dopo intervento coronarico percutaneo
E’ stato dimostrato che i beta bloccanti riducono la mortalità dopo infarto miocardico. Esistono pochi dati riguardo al ruolo dei beta bloccanti dopo intervento coronarico percutaneo ( PCI ). I Ricercatori della Cleveland Clinic Foundation hanno tenuto sotto osservazione...(Leggi)
PREVENIR Survey : prevenzione secondaria nei pazienti con sindromi coronariche acute
Lo studio eseguito presso l’Hôpital Européen Georges Pompidou a Parigi , ha confrontato la prevenzione secondaria nei pazienti con sindromi coronariche acute, sottoposti ad intervento coronarico percutaneo ( PCI ) o a trattamento farmacologico standard. Dei 1.394 pazienti...(Leggi)
Benefici di Abciximab nei pazienti con infarto STEMI sottoposti ad intervento coronarico primario ed impianto di stent
Una meta-analisi ha valutato l’effetto dell’inibizione della glicoproteina IIb/IIIa nell’impianto di stent coronarico in pazienti con infarto miocardico acuto con sopraslivellamento ST ( STEMI ). La meta-analisi è stata compiuta utilizzando i dati degli studi ISAR-2, ADMIRAL ed ACE. L’end point primario...(Leggi)
Infarto STEMI: Pexelizumab non ha modificato la mortalità nei pazienti sottoposti ad intervento PCI
La riperfusione mediante intervento coronarico transluminale percutaneo ( PCI ) è efficace nel migliorare gli outcome ( esiti ) nei pazienti con infarto STEMI ( infarto miocardico con sopraslivellamento ST ). Tuttavia, nei pazienti nei quali non si riesce ad ottenere...(Leggi)
Infarto STEMI: la combinazione Tenecteplase ed Enoxaparina o Abciximab meno efficace e meno sicura nei pazienti anziani
I pazienti anziani con infarto miocardico acuto ( IMA ) sono a rischio particolarmente alto di sanguinamento e morte. L’efficacia e la sicurezza delle strategie antitrombotiche in questi pazienti non è chiara. Ricercatori coordinati da Peter R. Sinnaeve dell’University Hospital Gasthuisberg di Lovanio,...(Leggi)
Studio OASIS-6: Fondaparinux riduce la mortalità ed il reinfarto nei pazienti con infarto miocardico e sopraslivellamento ST
La mortalità nei pazienti con infarto miocardico acuto con sopraslivellamento ST ( STEMI ) rimane alto. Il ruolo dell’aggiunta dei farmaci antitrombotici alla terapia riperfusionale non è ben definito. I Ricercatori dello studio OASIS-6 ( Organization for the Assessment of Strategies for...(Leggi)
I benefici di Abciximab nei pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento ST sottoposti ad impianto di stent durano 3 anni
Lo studio ADMIRAL ( Abciximab Before Direct Angioplasty and Stenting in Myocardial Infarction Regarding Acute and Long-Term Follow-up ) ha dimostrato che l’inibizione precoce del recettore della glicoproteina IIb/IIIa ( GP IIb/IIIa ) con Abciximab ( ReoPro ) ha migliorato...(Leggi)
Benefici del Clopidogrel associato all’Aspirina nei pazienti con infarto miocardico acuto
Nonostante i miglioramenti nel trattamento d’emergenza dell’infarto miocardico, la mortalità e la morbilità restano alte. L’antiaggregante piastrinico Clopidogrel ( Plavix ) associato all’Acido AcetilSalicilico ( Aspirina ) ha prodotto beneficio nel trattamento delle sindromi coronariche senza sopraslivellamento ST, ma i suoi...(Leggi)
L’Enalapril sopprime il rimodellamento ventricolare dopo infarto miocardico acuto in modo più efficiente rispetto al Losartan
Il rimodellamento ventricolare dopo infarto miocardico acuto è associato ad un’aumentata morbilità e mortalità. Lo studio ELITE II ha mostrato che il Losartan ( Cozaar ), un bloccante il recettore dell’angiotensina II, produce un beneficio sulla sopravvivenza dello stesso grado del...(Leggi)
Efficacia del pretrattamento con Clopidogrel prima dell’intervento coronarico percutaneo nei pazienti con infarto miocardico trattati con fibrinolitici
Resta motivo di discussione l’effetto del pretrattamento con Clopidogrel ( Plavix ) prima di un intervento coronarico percutaneo ( PCI ). Uno studio ha valutato se il beneficio del pretrattamento con Clopidogrel prima di un intervento coronarico percutaneo nei pazienti con...(Leggi)
Abciximab associato all’angioplastica primaria nell’infarto miocardico STEMI
I benefici di Abciximab ( ReoPro ) nei pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento ST ( STEMI ) sono ancora tema di dibattito.Per meglio chiarire il ruolo di Abciximab nei pazienti con STEMI è stata compiuta una meta-analisi.Sono stati analizzati...(Leggi)
Studio CREATE: il trattamento con Reviparina associato alla terapia trombolitica riduce la mortalità nei pazienti con infarto miocardico acuto
L’obiettivo dello studio CREATE è stato quello di valutare il trattamento con Reviparina nei pazienti con infarto miocardico acuto ( AMI ).La Reviparina ( Clivarina ) è un’eparina a basso peso molecolare.I pazienti sono stati assegnati in modo random a...(Leggi)
Farmaci Cardiologici
Sindromi coronariche acute ed impiego degli inibitori Gp IIb/IIIa: somministrazione di routine a monte o differita e selettiva ?
Nei pazienti con sindromi coronariche acute a rischio moderato ed alto, sottoposti ad una precoce strategia di intervento invasivo, le attuali lineeguida raccomandano la somministrazione di inibitori della glicoproteina IIb/IIIa ( Gp IIb/IIIa ) a tutti i pazienti prima dell’angiografia...(Leggi)
Rapidi effetti immunomodulatori della Rosuvastatina nei pazienti con sindrome coronarica acuta
Le statine, note anche come inibitori dell’HMG-CoA reduttasi, riducono la mortalità cardiovascolare e la morbilità nei pazienti con sindrome coronarica acuta.Non è ben definito quanto rapidamente le statine esercitino i loro effetti favorevoli nei pazienti con sindrome coronarica acuta e...(Leggi)
Sindromi coronariche acute: minore incidenza di emorragia maggiore con Bivalirudina
Le lineeguida per i pazienti con sindromi coronariche acute sia moderate che ad alto rischio raccomandano un precoce approccio invasivo con concomitante terapia antitrombotica tra cui Acido Acetilsalicilico ( Aspirina ), Clopidogrel ( Plavix ), Eparina a basso peso molecolare...(Leggi)
Studio ERICA: la Ranolazina in associazione all’Amlodipina riduce gli episodi anginosi nei pazienti non responder ai calcioantagonisti
L’obiettivo dello studio ERICA ( Efficacy of Ranolazine in Chronic Angina ) migliora l’angina nei pazienti con malattia coronarica stabile con sintomi persistenti nonostante il dosaggio massimo raccomandato di Amlodipina ( Norvasc ). Allo studio hanno preso parte pazienti con 3...(Leggi)
Abciximab riduce il rischio di eventi avversi nei pazienti con sindromi coronariche acute sottoposti a PCI dopo pretrattamento con Clopidogrel
Lo studio ISAR-REACT-2 ( Intracoronary Stending and Antithrombotic Regimen: Rapid Early Action for Coronary Treatment 2 ) ha valutato se Abciximab ( ReoPro ) sia associato a benefici clinici nei pazienti ad alto rischio con sindromi coronariche acute ( ACS...(Leggi)
Eventi cardiaci nei pazienti ad alto rischio con sindromi coronariche acute nonostante il trattamento aggressivo
Lo studio SYNERGY di confronto tra Enoxaparina ( Clexane/Lovenox ) e l’Eparina non frazionata nei pazienti con sindromi coronariche acute ( ACS ), ad alto rischio, ha mostrato che l’Enoxaparina non è inferiore all’Eparina non frazionata nel ridurre la morte...(Leggi)
La terapia con le statine non dovrebbe essere interrotta durante l’ospedalizzazione per infarto miocardico
E’ stato ipotizzato che la sospensione della terapia con le statine durante la sindrome coronarica acuta possa ridurre i benefici del pretrattamento.I Ricercatori del National Registry of Miocardial Infarction hanno compiuto uno studio osservazionale, confrontando le caratteristiche cliniche e demografiche...(Leggi)
Fasudil, un inibitore della Rho-chinasi, nel trattamento dell’angina stabile
L’inibizione della Rho-chinasi permette ai vasi sanguigni di rilassarsi e di aumentare il rifornimento di sangue al tessuto cardiaco. Il Fasudil è un inibitore della Rho-chinasi. Una forma endovenosa del Fasudil è stata approvata in Giappone fin dal 1995 ed...(Leggi)
Effetto antianginoso addizionale della Ranolazina nei pazienti con forma grave di angina cronica
La Ranolazina esercita il suo effetto antianginoso mediante la parziale inibizione dell’ossidazione degli acidi grassi. I Ricercatori del CARISA ( Combination Assessment of Ranolazine In Stable Angina ) hanno valutato se la Ranolazina fosse in grado di migliorare il...(Leggi)
La somministrazione dei nitrati può essere interrotta nei pazienti con malattia coronarica emodinamicamente stabile da almeno 3 mesi e privi di sintomi anginosi
Sono state studiate le conseguenze della sospensione dei nitrati nei pazienti con malattia coronarica emodinamicamente stabile da almeno 3 mesi e privi di sintomi anginosi. Un totale di 120 pazienti sono stati arruolati. Ad 80 pazienti è stata sospesa la somministrazione di...(Leggi)
Non sono chiari gli effetti del Tirofiban nelle donne con sindromi coronariche acute
Lo studio ha valutato l’effetto del Tirofiban ( Aggrastat ) tra le donne con sindromi coronariche acute. E’ stata compiuta un’analisi post hoc di tutte le donne arruolate nello studio PRISM-PLUS. Nella prima fase era emersa una riduzione dell’endpoint composito primario di...(Leggi)
L’Aspirina con o senza il Clopidogrel , nella prevenzione cardiovascolare dei pazienti con sindrome coronarica acuta
I Ricercatori dello studio CURE ( Clopidogrel in Unstable Angina to Prevent Recurrent Events ) hanno studiato i benefici ed i rischi di aggiungere il Clopidogrel ( Plavix ) a differenti dosaggi di Aspirina nel trattamento dei pazienti con sindrome...(Leggi)
Nei pazienti con sindrome coronarica acuta il prolungato pretrattamento antitrombotico peggiora l’outcome rispetto al trattamento di breve durata
Uno studio compiuto in Germania ha valutato se un pretrattamento antitrombotico prolungato migliorasse l’outcome ( esito) nei pazienti con sindrome coronarica acuta sottoposti ad intervento di cateterizzazione. Sono stati ammessi allo studio pazienti con sintomi di angina instabile associata a sottoslivellamento...(Leggi)
Studio EVET : l’Enoxaparina più efficace della Tinzaparina nel trattamento dei pazienti con sindromi coronariche acute senza sopraslivellamento ST
Lo studio ha confrontato due eparine a basso peso molecolare, Enoxaparina ( Clexane ) e Tinzaparina ( Innohep ), nel trattamento delle sindrome coronariche acute senza sopraslivellamento ST. Un totale di 438 pazienti è stato assegnato in modo random al trattamento...(Leggi)
L’Ivabradina , un inibitore della corrente If, risulta efficace e sicura nel breve periodo nei pazienti con angina stabile
L’Ivabradina ( Procoraban ) è un farmaco che riduce la frequenza cardiaca, agendo in modo specifico sul nodo seno-atriale. Appartiene ad una nuova classe , quella degli inibitori della corrente If. Un totale di 360 pazienti con storia di angina cronica stabile...(Leggi)
L’effetto favorevole dell’Abciximab nei pazienti con angina instabile refrattaria ed elevata troponina T, sottoposti a PTCA , perdura nel tempo
Il trattamento con l’antagonista del recettore della glicoproteina IIb/IIIa prima e durante l’intervento coronarico nell’angina instabile refrattaria produce un miglioramento dell’outcome (esito) precoce. I Ricercatori del Thoraxcentre dell’Erasmus Medical Centre di Rotterdam in Olanda hanno valutato se l’effetto favorevole dell’Abcixumab perdurasse...(Leggi)
Studio GUSTO IV-ACS : l’Abciximab non presenta benefici sulla sopravvivenza ad 1 anno nei pazienti con sindrome coronarica acuta senza sopraslivellamento ST
Lo Studio GUSTO IV – ACS ( Global Use of Strategies To Open Occluded Coronary Arteries IV – Acute Coronary Syndrome ) ha valutato gli effetti nel lungo periodo dell’inibitore della glicoproteina IIb/IIIa, Abciximab ( ReoPro ) nei pazienti con...(Leggi)
Studio PROSPER : la Pravastatina ha ridotto il rischio di malattia coronarica nelle persone anziane
Lo studio PROSPER ( Prospective Study of Pravastatin in the Elderly at Risk ) ha valutato I benefici della Pravastatina ( Pravaselect , Selectin ) un farmaco ipocolesterolemizzante, nel trattamento delle persone anziane con malattia...(Leggi)
I beta bloccanti riducono la mortalità dopo intervento coronarico percutaneo
E’ stato dimostrato che i beta bloccanti riducono la mortalità dopo infarto miocardico. Esistono pochi dati riguardo al ruolo dei beta bloccanti dopo intervento coronarico percutaneo ( PCI ). I Ricercatori della Cleveland Clinic Foundation hanno tenuto sotto osservazione...(Leggi)
PREVENIR Survey : prevenzione secondaria nei pazienti con sindromi coronariche acute
Lo studio eseguito presso l’Hôpital Européen Georges Pompidou a Parigi , ha confrontato la prevenzione secondaria nei pazienti con sindromi coronariche acute, sottoposti ad intervento coronarico percutaneo ( PCI ) o a trattamento farmacologico standard. Dei 1.394 pazienti...(Leggi)
Benefici di Abciximab nei pazienti con infarto STEMI sottoposti ad intervento coronarico primario ed impianto di stent
Una meta-analisi ha valutato l’effetto dell’inibizione della glicoproteina IIb/IIIa nell’impianto di stent coronarico in pazienti con infarto miocardico acuto con sopraslivellamento ST ( STEMI ). La meta-analisi è stata compiuta utilizzando i dati degli studi ISAR-2, ADMIRAL ed ACE. L’end point primario...(Leggi)
Infarto STEMI: Pexelizumab non ha modificato la mortalità nei pazienti sottoposti ad intervento PCI
La riperfusione mediante intervento coronarico transluminale percutaneo ( PCI ) è efficace nel migliorare gli outcome ( esiti ) nei pazienti con infarto STEMI ( infarto miocardico con sopraslivellamento ST ). Tuttavia, nei pazienti nei quali non si riesce ad ottenere...(Leggi)
Infarto STEMI: la combinazione Tenecteplase ed Enoxaparina o Abciximab meno efficace e meno sicura nei pazienti anziani
I pazienti anziani con infarto miocardico acuto ( IMA ) sono a rischio particolarmente alto di sanguinamento e morte. L’efficacia e la sicurezza delle strategie antitrombotiche in questi pazienti non è chiara. Ricercatori coordinati da Peter R. Sinnaeve dell’University Hospital Gasthuisberg di Lovanio,...(Leggi)
Studio OASIS-6: Fondaparinux riduce la mortalità ed il reinfarto nei pazienti con infarto miocardico e sopraslivellamento ST
La mortalità nei pazienti con infarto miocardico acuto con sopraslivellamento ST ( STEMI ) rimane alto. Il ruolo dell’aggiunta dei farmaci antitrombotici alla terapia riperfusionale non è ben definito. I Ricercatori dello studio OASIS-6 ( Organization for the Assessment of Strategies for...(Leggi)
I benefici di Abciximab nei pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento ST sottoposti ad impianto di stent durano 3 anni
Lo studio ADMIRAL ( Abciximab Before Direct Angioplasty and Stenting in Myocardial Infarction Regarding Acute and Long-Term Follow-up ) ha dimostrato che l’inibizione precoce del recettore della glicoproteina IIb/IIIa ( GP IIb/IIIa ) con Abciximab ( ReoPro ) ha migliorato...(Leggi)
Benefici del Clopidogrel associato all’Aspirina nei pazienti con infarto miocardico acuto
Nonostante i miglioramenti nel trattamento d’emergenza dell’infarto miocardico, la mortalità e la morbilità restano alte. L’antiaggregante piastrinico Clopidogrel ( Plavix ) associato all’Acido AcetilSalicilico ( Aspirina ) ha prodotto beneficio nel trattamento delle sindromi coronariche senza sopraslivellamento ST, ma i suoi...(Leggi)
L’Enalapril sopprime il rimodellamento ventricolare dopo infarto miocardico acuto in modo più efficiente rispetto al Losartan
Il rimodellamento ventricolare dopo infarto miocardico acuto è associato ad un’aumentata morbilità e mortalità. Lo studio ELITE II ha mostrato che il Losartan ( Cozaar ), un bloccante il recettore dell’angiotensina II, produce un beneficio sulla sopravvivenza dello stesso grado del...(Leggi)
Efficacia del pretrattamento con Clopidogrel prima dell’intervento coronarico percutaneo nei pazienti con infarto miocardico trattati con fibrinolitici
Resta motivo di discussione l’effetto del pretrattamento con Clopidogrel ( Plavix ) prima di un intervento coronarico percutaneo ( PCI ). Uno studio ha valutato se il beneficio del pretrattamento con Clopidogrel prima di un intervento coronarico percutaneo nei pazienti con...(Leggi)
Abciximab associato all’angioplastica primaria nell’infarto miocardico STEMI
I benefici di Abciximab ( ReoPro ) nei pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento ST ( STEMI ) sono ancora tema di dibattito.Per meglio chiarire il ruolo di Abciximab nei pazienti con STEMI è stata compiuta una meta-analisi.Sono stati analizzati...(Leggi)
Studio CREATE: il trattamento con Reviparina associato alla terapia trombolitica riduce la mortalità nei pazienti con infarto miocardico acuto
L’obiettivo dello studio CREATE è stato quello di valutare il trattamento con Reviparina nei pazienti con infarto miocardico acuto ( AMI ).La Reviparina ( Clivarina ) è un’eparina a basso peso molecolare.I pazienti sono stati assegnati in modo random a...(Leggi)
Studio ASSENT-3 PLUS : Tenecteplase + Eparina non-frazionata nel trattamento preospedaliero dell’infarto miocardico
Lo Studio ASSENT-3 PLUS ha valutato l’associazione di un singolo bolo di fibrinolitico con un’eparina a basso peso molecolare o con un’eparina non-frazionata nei pazienti con infarto miocardico acuto e sopraslivellamento ST. In un ambiente...(Leggi)
Confronto tra Ramipril ed altri Ace inibitori nei pazienti con infarto miocardico acuto
I Ricercatori dell’Herzzentrum di Ludwigshafen ( Germania ) hanno esaminato l’impatto del trattamento con il Ramipril ( Quark, Triatec , Unipril ) rispetto ad altri Ace inibitori sull’esito ( outcome ) clinico nei pazienti non selezionati del registro...(Leggi)
Studio Assent III Plus: l’Enoxaparina ed il Tenecteplase aumentano l’incidenza di emorragia intracranica nei pazienti anziani con infarto miocardico
Nel corso del 2002 Scientific Session dell’American Heart Association sono stati presentati i risultati dello studio ASSENT-III PLUS. Lo studio ha arruolato 1.639 pazienti che hanno presentato insorgenza dei sintomi di infarto miocardico entro 6 ore. Un totale...(Leggi)
Studio GUSTO V : la terapia di combinazione, Abciximab + Reteplase, non riduce la mortalità ad 1 anno rispetto al solo Reteplase
Lo studio GUSTO V ( Global Use of Strategies to Open Coronary Arteries ) ha valutato se gli effetti favorevoli osservati inizialmente con la terapia di combinazione ( Abciximab + Reteplase ), potessero tradursi in una riduzione della...(Leggi)
Il Warfarin , da solo o associato all’Aspirina , è più efficace dell’Aspirina dopo infarto miocardico acuto
Nella prevenzione secondaria dell’infarto miocardico , gli studi clinici hanno dimostrato che l’anticoagulante Warfarin è più efficace dell’Aspirina. Tuttavia l’Aspirina è più utilizzata. Lo studio norvegese ha valutato l’efficacia e la sicurezza del Warfarin , dell’Aspirina o della loro associazione...(Leggi)
Trombolisi preospedaliera con il Reteplase nei pazienti con infarto miocardico
Il Reteplase, un trombolitico, produce una più rapida riperfusione rispetto al tPA , permettendo ad un maggior numero di pazienti (15%) di raggiungere un flusso TIMI 3 a 90 minuti. Il Reteplase presenta il vantaggio della semplicità di...(Leggi)
Studio STOPAMI-2: salvataggio miocardico dopo stent coronarico + Abciximab versus fibrinolisi + Abciximab nei pazienti con infarto miocardico acuto
Nello studio STOPAMI-2 (Stent versus Thrombolysis for Occluted Coronary Arteries in Patients with Acute Myocardial Infarction) sono stati messi a confronto due approcci, lo stenting e la fibrinolisi, entrambi associati ad Abciximab, per verificare quale fosse più efficace...(Leggi)
Studio INTRO AMI : Eptifibatide e tPA a basso dosaggio nell’infarto miocardico acuto
Lo scopo dello studio è stato quello di valutare l’ipotesi che l’Eptifibatide, associata ad un riodtto dosaggio di tPA (tissue Plasminogen Activator), potesse migliorare la riperfusione miocardica nei pazienti con infarto miocardico acuto. Ad una fase di dose-finding...(Leggi)
Confronto tra l’associazione Warfarin ed Aspirina e la sola Aspirina nei pazienti sopravvissuti ad infarto miocardico acuto. Risultati preliminari dello studio CHAMP
Sia l’Aspirina che il Warfarin, quando impiegati da soli sono efficaci nella prevenzione secondaria degli eventi vascolari e della morte dopo infarto miocardico acuto. I Ricercatori del Department of Veterans Affairs Cooperative Studies Program Coordinating Center, hanno verificato...(Leggi)
Studio GUSTO V : terapia di riperfusione nell’infarto miocardico acuto con terapia fibrinolitica o combinazione di una ridotta terapia fibrinolitica ed Abciximab
La terapia con tPA ( tissue plasminogen activator ) per l’infarto miocardico acuto non produce una precoce, completa e duratura riperfusione in un certo numero di pazienti. Diversi studi clinici di fase II hanno messo in evidenza un...(Leggi)
L’ipotermia sembra essere un forte predittore di mortalità nei pazienti con insufficienza cardiaca
Uno studio coordinato da Ricercatori dell’University of Texas Southwestern Medical School ha verficato se la bassa temperatura corporea fosse in grado di predire la sopravvivenza nel breve periodo dopo dimissione dei pazienti ospedalizzati per insufficienza cardiaca. Hanno preso parte allo studio...(Leggi)
La deficienza di ferro, comune causa di anemia nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica
Uno studio coordinato da Ricercatori dell’Università di Atene, in Grecia, ha valutato in modo prospettico la causa dell’anemia nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia in fase avanzata. L’anemia è comune nei pazienti con scompenso cardiaco avanzato e la sua eziologia è...(Leggi)
Scompenso cardaco acuto: prognosi non favorevole per i pazienti con bassi valori di pressione sistolica
E’ stata valutata la relazione tra pressione sistolica al momento del ricovero ospedaliero, il profilo clinico e gli outcome ( esiti ) nei pazienti ospedalizzati per scompenso cardiaco acuto. Sono stati utilizzati i dati del registro OPTIMIZE-HF ( Organized Program to...(Leggi)
L’anemia è associata ad una più alta mortalità tra i pazienti con insufficienza cardiaca con funzione sistolica conservata
Ricercatori dell’Hospital Clinico Universitario de Santiago de Compostela ( Spagna ) hanno esaminato la prevalenza di anemia e la sua influenza sulla mortalità tra i pazienti ospedalizzati con insufficienza cardiaca congestizia con funzione sistolica ventricolare conservata. L’analisi è stata compiuta su...(Leggi)
Pazienti con grave insufficienza cardiaca cronica: l’esercizio fisico prolungato è associato ad una maggiore sopravvivenza
Ricercatori israeliani hanno valutato la tolleranza all’esercizio fisico, e la mortalità nei pazienti con grave insufficienza cardiaca cronica, in terapia medica ottimale. Un totale di 42 pazienti consecutivi con grave insufficienza cardiaca cronica, in classe funzionale NYHA II, sono stati sottoposti...(Leggi)
Alcuni pazienti con disfunzione sistolica ventricolare sinistra possono beneficiare della terapia di risincronizzazione cardiaca e/o dell’ICD ad uso profilattico
I benefici clinici della terapia di risincronizzazione cardiaca ( CRT ) e del defibrillatore cardioverter impiantabile ( ICD ) ad uso di profilassi primaria, sono tema di discussione. I Ricercatori del Gentofte University Hospital di Copenhagen ( Danimarca ) hanno compiuto...(Leggi)
L’uso cronico dei diuretici aumenta la mortalità e l’ospedalizzazione nei pazienti con insufficienza cardiaca
I diuretici risparmiatori di potassio, come lo Spironolattone, sono comunemente usati nell’insufficienza cardiaca. Questi farmaci attivano il sistema neuro-ormonale, e sono potenzialmente meno dannosi. L’effetto nel lungo periodo dell’impiego cronico dei diuretici nel trattamento dell’insufficienza cardiaca è ampiamente sconosciuto. Ricercatori dell’Alabama University hanno...(Leggi)
Lo studio TIME-CHF fornirà informazioni sul trattamento dei pazienti anziani con insufficienza cardiaca congestizia
Poco è noto riguardo al management dei pazienti anziani con insufficienza cardiaca congestizia. Lo studio TIME-CHF valuterà il management medico dei pazienti di età uguale o superiore ai 75 anni con insufficienza cardiaca congestizia rispetto ai pazienti più giovani ( 60-74...(Leggi)
Il training aerobico riduce l’attivazione adrenergica e neuroormonale nei pazienti con insufficienza cardiaca
Uno studio di Ricercatori dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa ha valutato gli effetti del training fisico sull’attivazione neuroormonale nei pazienti con insufficienza cardiaca.Un totale di 95 pazienti con insufficienza cardiaca sono stati assegnati in modo casuale a...(Leggi)
La funzione renale è un predittore di outcome nei pazienti con insufficienza cardiaca
Una ridotta funzione renale sembra essere un fattore di rischio indipendente di outcome ( esito ) cardiovascolare nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica con frazione di eiezione ventricolare sinistra marcatamente ridotta. Uno studio coordinato da Hans L Hillege dell’University Medical Center...(Leggi)
Benefici dell’ultrafiltrazione nei pazienti con insufficienza cardiaca scompensata e con resistenza ai diuretici
L’obiettivo di uno studio, coordinato da Maria Rosa Costanzo dell’Edward Heart Hospital di Naperville ( USA ) è stato quello di verificare se l’ultrafiltrazione veno-venosa periferica prima della somministrazione per via endovenosa di diuretici nei pazienti con insufficienza cardiaca scompensata...(Leggi)
La buona aderenza alla terapia è associata ad una più bassa mortalità nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica
L’insufficienza cardiaca cronica è un’importante causa di ricovero ospedaliero e di morte. Una scarsa aderenza al trattamento farmacologico è comune in alcune malattie croniche e può compromettere il successo della terapia. I Ricercatori del Programma CHARM ( Candesartan in Heart Failure: Assessment...(Leggi)
Rischio cardiovascolare nei pazienti con insufficienza cardiaca: la frazione d’eiezione ventricolare sinistra superiore al 45% ha scarso valore predittivo
La funzione ventricolare sinistra è uno dei principali determinanti del rischio cardiovascolare nei pazienti con insufficienza cardiaca. Una ricerca, coordinata da Scott D Solomon del Brigham and Women’s Hospital di Boston, ha esaminato la relazione tra frazione d’eiezione e rischio cardiovascolare. Sono...(Leggi)
Lo studio CORONA valuterà il ruolo della Rosuvastatina nel trattamento dell'insufficienza cardiaca
Precedenti studi prospettici riguardanti le statine non hanno fornito alcuna indicazione sul rischio-beneficio di questi farmaci nei pazienti con insufficienza cardiaca.L'obiettivo primario dello studio CORONA ( Controlled Rosuvastin Multinational Study in Heart Failure ) sarà quello di determinare se la...(Leggi)
La proteina C reattiva risulta aumentata nei pazienti con insufficienza cardiaca
Il ruolo della proteina C reattiva ( CRP ) nell’insufficienza cardiaca non è stato ben studiato.I Ricercatori dello studio Val-HeFT ( Valsartan Heart Failure Trial ) hanno valutato il valore prognostico della proteina C reattiva nei pazienti che hanno preso...(Leggi)
Nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica la fibrillazione atriale aumenta il rischio di mortalità e di morbidità
La fibrillazione atriale è comune nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica.E’ stato analizzato il rischio associato alla fibrillazione atriale in un’ampia coorte di pazienti con insufficienza cardiaca cronica, tutti trattati con un beta-bloccante.Nello studio COMET, 3.029 pazienti con scompenso cardiaco...(Leggi)
Aumentato rischio di morte associato alla Nesiritide, un farmaco per l’insufficienza cardiaca scompensata
La Nesiritide ( Natrecor ) migliora i sintomi nei pazienti con insufficienza cardiaca scompensata rispetto al placebo.Uno studio, coordinato da Jonathan D Sackner-Bernstein della North Shore University Hospital a Manhasset, ha valutato la sicurezza della Nesiritide.Sono stati individuati 12 studi...(Leggi)
La risincronizzazione cardiaca riduce le complicanze e la mortalità nei pazienti con insufficienza cardiaca
La risincronizzazione cardiaca riduce i sintomi e migliora la funzione ventricolare sinistra in molti pazienti con insufficienza cardiaca dovuta a disfunzione sistolica ventricolare sinistra e dissincronia cardiaca.I Ricercatori del Cardiac Resynchronization – Heart Failure ( CARE-HF ) Study hanno valutato...(Leggi)
BNP è un indicatore prognostico d’insufficienza cardiaca
E’ stata compiuta una revisione di studi clinici con l’obiettivo di valutare il ruolo del peptide natriuretico di tipo B ( BNP ) nella prognosi dei pazienti con insufficienza cardiaca.Sono stati individuati 19 studi che attraverso le misurazioni di BNP...(Leggi)
Il paradosso dell’obesità: i pazienti obesi o in sovrappeso con insufficienza cardiaca stabile hanno un rischio minore di morte rispetto ai pazienti con peso normale o sottopeso
Nella popolazione generale l’obesità è associata ad un aumento del rischio di eventi avversi.Tuttavia, studi condotti su pazienti con malattia cronica indicano che i soggetti in sovrappeso ed obesi possono, paradossalmente, avere outcome migliori rispetto ai soggetti magri.Ricercatori della Yale...(Leggi)
La Tilarginina non riduce la motalità nei pazienti con infarto miocardico acuto e shock cardiogeno
Lo shock cardiogeno che complica l’infarto miocardico acuto, rimane un problema ancora comune, ad esito infausto, nonostante l’impiego della rivascolarizzazione precoce. Studi preliminari hanno indicato un effetto benefico della inibizione NOS ( ossido nitrico sintasi ) sull’emodinamica, funzione renale, e sopravvivenza...(Leggi)
Prevenzione della fibrillazione atriale dopo chirurgia cardiaca con Idrocortisone
La fibrillazione atriale è l’aritmia che si presenta più frequentemente dopo un intervento chirurgico sul cuore. E’ stato ipotizzato che a scatenare la fibrillazione atriale sia un’esagerata risposta infiammatoria. Ricercatori della Kuopio University in Finlandia, hanno esaminato se la somministrazione endovenosa di...(Leggi)
Nuovo agonista PPAR-alfa: nessun vantaggio rispetto al Fenofibrato
I fibrati sono deboli agonisti del PPAR-alfa ( recettori attivati dai proliferatori dei perossisomi ). Uno studio ha valutato l’efficacia e la sicurezza di un potente e selettivo agonista PPAR-alfa, LY518674 ( LY5 ), con il Fenofibrato ( Lipofene ) e...(Leggi)
Nessun effetto significativo del Torcetrapib sull’aterosclerosi coronarica
I livelli di colesterolo HDL sono inversamente correlati al rischio cardiovascolare. Torcetrapib, un inibitore della CEPT ( proteina di trasferimento del colesterolo esterificato ), aumenta i livelli di colesterolo HDL, ma gli effetti funzionali associati a questo meccanismo rimangono incerti. Lo studio...(Leggi)
Il Rosiglitazone riduce i livelli della proteina C-reattiva ad alta sensibilità rispetto alla Metformina
Sia la Metformina ( Glucophage ) che il Rosiglitazone ( Avandia ) migliorano il controllo glicemico nel diabete mellito di tipo 2. Ricercatori del Walter Reed Army Medical Center, negli Stati Uniti, hanno esaminato gli effetti della Metformina e del Rosiglitazone...(Leggi)
La Rosuvastatina rallenta la progressione emodinamica della stenosi aortica
Lo studio RAAVE ( Rosuvastatin Affecting Aortic Valve Endothelium ) ha valutato l’effetto degli inibitori dell’HMGCoA riduttasi, o statine, sulla progressione della stenosi aortica da moderata a grave. Lo studio è stato coordinato da Ricercatori della Northwestern University Feinberg School of...(Leggi)
L’associazione Rosuvastatina ed Ezetimibe agisce su due importanti fattori di rischio cardiovascolare
L’associazione tra Rosuvastatina ( Crestor ) 40mg ed Ezetimibe ( Ezetrol / Zetia ) 10mg ha dimostrato una riduzione del 46% nei livelli di proteina C reattiva ( CRP ), un marker di infiammazione ed un fattore di rischio per...(Leggi)
Terapia intensiva con Rosuvastatina: regressione della placca ed aumento del lume dell’arteria bersaglio
Il cambiamento del profilo lipidico, prodotto dalla terapia ipolipemizzante intensiva con Rosuvastatina ( Crestor ), è associato a modificazioni della membrana elastica esterna della parete arteriosa e del volume del lume dell’arteria bersaglio. Stephen J. Nicholls della Cleveland Clinic ed uno degli...(Leggi)
Il trattamento con Amlodipina associato ad una minore incidenza di eventi ischemici nei pazienti con malattia coronarica
Nei pazienti con malattia coronarica, le terapie designate a prevenire gli eventi clinici non sono sempre associate a significative riduzioni nell’ostruzione coronarica, misurata all’angiografia coronarica quantitativa. Ricercatori della Cleveland Clinic Foundation, negli Stati Uniti, hanno esaminato la relazione tra i parametri...(Leggi)
Nessun effetto indesiderato sulla funzione renale associando la Nesiritide alla Furosemide o agli inotropi nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia
Esistono pochi dati riguardo alla sicurezza e all’efficacia dell’impiego concomitante dei diuretici per via endovenosa e gli inotropi positivi ( Dobutamina, Dopamina, e/o Milrinone ) con Nesiritide ( Natrecor ). Ricercatori della Mayo Clinic a Rochester, negli Stati Uniti, hanno analizzato...(Leggi)
Studio ASCOT-LLA: effetti sinergici tra trattamento antipertensivo ed ipolipemizzante nella prevenzione degli eventi coronarici
Un obiettivo dello studio ASCOT ( Anglo-Scandinavian Cardiac Outcomes Trial ) è stato quello di valutare gli effetti sinergici tra trattamento ipolipemizzante e trattamento antipertensivo nella prevenzione degli eventi cardiovascolari. Un totale di 19.257 soggetti con ipertensione sono stati assegnati in...(Leggi)
Il Probucolo non inibisce l’iperplasia dell’intima dopo impianto di stent coronarico
I radicali liberi dell’ossigeno possono stimolare la proliferazione cellulare della muscolatura liscia e possono essere coinvolti nella genesi della ristenosi in-stent. Il Probucolo ( Lorelco ), un potente agente antiossidante, può rappresentare un’efficace strategia per prevenire l’iperplasia dell’intima dopo impianto di...(Leggi)
Studio J-WIND: risultati positivi per hANP e meno positivi per Nicorandil
J-WIND ( Japan-Working Group of Acute Myocardial Infarction for the Reduction of Necrotic Damage by ANP or Nicorandil ) è uno studio prospettico, controllato con placebo, che ha coinvolto 1216 pazienti. I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere...(Leggi)
Cardiomiopatia dilatativa idiopatica: il Nebivololo induce un significativo aumento della riserva di flusso
L’alterata riserva di flusso coronarico è un predittore di prognosi non favorevole nei pazienti con cardiomiopatia dilatativa idiopatica. Il Nebivololo ( Lovibon / Nebilox ) è in grado di ridurre la mortalità e la morbidità nei pazienti con insufficienza cardiaca e...(Leggi)
Effetti favorevoli del Treprostinil per via inalatoria nell’ipertensione polmonare grave
Uno studio ha valutato gli effetti del Treprostinil ( Remodulin ) per via inalatoria sull’emodinamica polmonare e sullo scambio gassoso nella grave ipertensione polmonare. La terapia con Iloprost ( Ventavis ) per via inalatoria ha dimostrato di essere efficace nel trattamento...(Leggi)
Effetto acquaretico del Lixivaptan nell’insufficienza cardiaca
Ricercatori dell’Ohio State University Heart Center hanno valutato gli effetti renali di un antagonista selettivo del recettore V2 nell’insufficienza cardiaca. L’arginina vasopressina ha un ruolo nella ritenzione dei liquidi a livello renale e dell’iponatriemia associata all’insufficienza cardiaca cronica. I Ricercatori hanno esaminato...(Leggi)
Studio ECG CLARITY-TIMI 28: il Clopidogrel migliora la pervietà coronarica tardiva dopo fibrinolisi per STEMI
Lo studio ECG CLARITY-TIMI 28 è stato disegnato con l’obiettivo di valutare la relazione tra Clopidogrel ( Plavix ) e la risoluzione precoce del segmento ST ed, inoltre, l’interazione dei due con gli outcome clinici dopo fibrinolisi. La risoluzione del segmento...(Leggi)
Ramipril non è superiore agli altri ACE inibitori dopo infarto miocardico acuto
Esiste controversia riguardo all’intercambiabilità e all’uguale efficacia degli ACE inibitori dopo infarto miocardico acuto ( IMA ). Ricercatori dell’University of Toronto hanno compiuto uno studio retrospettivo per valutare se il Ramipril ( Triatec ) fosse superiore agli altri ACE inibitori.Sono stati...(Leggi)
Sindrome coronarica acuta: effetto protettivo simile tra Bivalirudina ed Eparina associata ad inibitori GP IIb/IIIa
Lo studio REPLACE 2 ( Randomized Evaluation in PCI Linking Angiomax to Reduce Clinical Events ) ha dimostrato che la Bivalirudina ( Angiomax/Angiox ) con temporanea inibizione della glicoproteina IIb/IIIa non è inferiore all’Eparina associata ad un inibitore GP IIb/IIIa...(Leggi)
La terapia con Insulina è associata a disfunzione piastrinica nei pazienti con diabete di tipo 2 in trattamento con Acido Acetilsalicilico e Clopidogrel
Uno studio coordinato da Ricercatori dell’University of Florida ha valutato l’influenza del diabete mellito di tipo 2 e l’impatto del trattamento ipoglicemico ( Insulina versus non-Insulina ) sui profili di funzione piastrinica nei pazienti trattati con duplice terapia antiaggregante, somministrata...(Leggi)
Sindromi coronariche acute: promettenti risultati per AZD6140 rispetto al Clopidogrel nell’inibizione dell’aggregazione piastrinica
Nel corso dell’Annual Scientific Meeting dell’American College of Cardiology sono stati presentati dati di fase IIb di due sottostudi dello strudio DISPERSE 2, riguardanti il confronto tra il farmaco sperimentale AZD6140, un antiaggregante piastrinico, ed il Clopidogrel ( Plavix )...(Leggi)
AGI-1067, un farmaco sperimentale per la prevenzione dell’aterosclerosi
AGI-1067 è un farmaco, che viene assunto per bocca, in grado di bloccare l’espressione di VCAM-1 ( Vascular Cell Adhesion Molecule 1 ), prevenendo l’aterosclerosi. AGI-1067 sembra inoltre dotato di una potente attività antiossidante. Lo studio CART-1 ( Canadian Antioxidant Restenosis Trial...(Leggi)
Insufficienza cardiaca: la terapia con beta-bloccanti prima e durante l’ospedalizzazione è associata ad un miglioramento degli outcome
Lo studio ESCAPE ( Evaluation Study of Congestive Heart Failure and Pulmonary Artery Catheterization ) ha valutato l’effetto della terapia con beta-bloccanti sugli outcome ( esiti ) dell’insufficienza cardiaca in pazienti ospedalizzati. Lo studio ha riguardato 432 pazienti con insufficienza cardiaca...(Leggi)
L’effetto anti-ischemico della Trimetazidina nei pazienti con ischemia miocardica postprandiale non è correlato alla composizione del cibo
Precedenti studi hanno fornito evidenza di una significativa riduzione della riserva di flusso coronarico dopo ingestione di cibo di diversa composizione. E’ stato ipotizzato un possibile ruolo dell’iperinsulinemia e di aumentati livelli di acidi grassi liberi, che sono deleteri durante ischemia...(Leggi)
La Rosuvastatina più efficace rispetto ad altre statine nel raggiungere i livelli target di colesterolo LDL raccomandati dalle lineeguida 2003 European
C’è una crescente evidenza riguardo ai benefici della riduzione dei livelli di colesterolo LDL Questo ha indotto i Panel di Esperti, che hanno redatto le Lineeguida Internazionali, a raccomandare più bassi target di colesterolo LDL. Il raggiungimento dei nuovi target presuppone...(Leggi)
Efficacia del Bosentan nei pazienti in età pediatrica con ipertensione polmonare
Ricercatori dell’University College London in Gran Bretagna hanno valutato l’effetto di Bosentan ( Tracleer ), un antagonista recettoriale dell’endotelina, nei pazienti pediatrici. Lo studio retrospettivo ha riguardato 40 bambini, 20 con ipertensione arteriosa polmonare idiopatica ( età media: 8.03 anni )...(Leggi)
L’N-Acetilcisteina non previene la nefropatia da mezzi di contrasto nei pazienti con diabete sottoposti ad angioplastica coronarica
I pazienti con diabete mellito sono ad aumentato rischio di nefropatia associata a mezzi di contrasto. Ricercatori del Walter Reed Army Medical Center di Washington DC ( USA ) hanno valutato l’efficacia dell’N-Acetilcisteina ( NAC ) in relazione all’idratazione nei pazienti...(Leggi)
Il trattamento della pre-ipertensione con Candesartan riduce il rischio di sviluppare ipertensione
Lo studio TROPHY ( Trial of Preventing Hypertension ) è il primo studio ad aver esaminato la possibilità di modificare la storia naturale dell’ipertensione attraverso la precoce somministrazione di farmaci nei pazienti con pre-ipertensione. Lo studio TROPHY, randomizzato e controllato con...(Leggi)
Efficacia dose-dipendente di Aliskiren, un inibitore della renina, nei pazienti con ipertensione
Aliskiren ( Rasilez ) è il capostipite degli inibitori della renina. La renina è un enzima prodotto dai reni che converte l’angiotensinogeno ad angiotensina I. Uno studio coordinato da Ricercatori del Seoul National University College of Medicine in Sud Corea ha confrontato...(Leggi)
Efficacia della terapia combinata anticoagulante ed antiaggregante con stenosi mitralica
Ricercatori spagnoli hanno analizzato un sotto-gruppo dello studio NASPEAF ( National Study for Prevention of Embolism in Atrial Fibrillation ) per valutare la terapia antitrombotica nei pazienti con stenosi mitralica. Lo studio ha riguardato 311 pazienti con stenosi mitralica e 175...(Leggi)
Candesartan riduce il rischio di fibrillazione atriale nei pazienti con insufficienza cardiaca
Il Candesartan ( Atacand/Ratacand ), in aggiunta alla terapia standard, ha ridotto l’incidenza di fibrillazione atriale nei pazienti con insufficienza cardiaca, tra cui quelli con funzione sistolica ventricolare sinistra ridotta o preservata. L’incidenza di fibrillazione atriale nei pazienti con insufficienza cardiaca...(Leggi)
L’Amiodarone più efficace di altri antiaritmici nella prevenzione della fibrillazione atriale persistente
Medici del Dipartimento di Cardiologia della Medical University of Warsaw in Polonia hanno valutato l’efficacia della terapia antiaritmica sequenziale nel mantenimento del ritmo sinusale dopo cardioversione avvenuta con successo nei pazienti con fibrillazione atriale non-valvolare persistente.Hanno preso parte allo studio...(Leggi)
Prevenzione della fibrillazione atriale con Ace-inibitori e sartani
Ricercatori canadesi hanno compiuto un’analisi di studi clinici che hanno valutato gli Ace inibitori o i bloccanti il recettore dell’angiotensina, detti anche sartani, nella prevenzione della fibrillazione atriale.Gli Ace inibitori ed i sartani riducono la morbidità e la mortalità nei...(Leggi)
L’Amiodarone più efficace del Sotalolo nel mantenimento del ritmo sinusale nei pazienti con fibrillazione atriale
Il trattamento farmacologico per ripristinare e mantenere il ritmo sinusale nei pazienti con fibrillazione atriale rimane controverso.Lo studio SAFE-T ( Sotalol Amiodarone Atrial Fibrillation Efficacy Trial ) ha valutato due farmaci antiaritmici, il Sotalolo ( Sotalex ) e l’Amiodarone (...(Leggi)
Associazione di terapia anticoagulante ed antiggregante piastrinica nei pazienti con fibrillazione atriale valvolare e non valvolare
Uno studio clinico ha valutato l'efficacia e la sicurezza di una combinazione di terapia anticoagulante di intensità moderata e di terapia antiaggregante piastrinica nei pazienti con fibrillazione atriale associata a fattori di rischio noti o a stenosi mitralica.Lo studio, eseguito...(Leggi)
Profilassi tromboembolica nella fibrillazione atriale non-reumatica
Gli studi clinici hanno dimostrato che la terapia antitrombotica nei pazienti con fibrillazione atriale non-reumatica presenta dei vantaggi nel prevenire l'ictus.Tuttavia l'impiego del Warfarin è ancora lontano dall'ottimale.Uno studio retrospettivo su 506 pazienti con fibrillazione atriale parossistica non-reumatica o con...(Leggi)
Nessuna differenza tra Flecainide ed Ibutilide, nella cardioversione a ritmo sinusale della fibrillazione atriale
Uno studio ha confrontato l'efficacia e la sicurezza della Flecainide ( Almarytm ) e dell'Ibutilide ( Corvert ) nella cardioversione della fibrillazione atriale.Un totale di 207 pazienti con fibrillazione atriale di recente insorgenza ( < 48 ore ) sono stati...(Leggi)
Fibrillazione atriale, l'Azimilide sicura ed efficace nei pazienti post-infartuati con disfunzione ventricolare sinistra
Lo studio ALIVE ( Azimilide Postinfarct Survival Evaluation ) ha valutato la sicurezza e l'efficacia dell'antiaritmico Azimilide, nei pazienti con disfunzione ventricolare sinistra dopo infarto miocardico.Sono stati studiati 3.381 pazienti post-infartuati, 78% maschi, di età media 60 anni, con frazione...(Leggi)
Studio SPORTIF III : Ximelagatran non inferiore al Warfarin nella prevenzione dell'ictus nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare
Lo Studio SPORTIF III ( The Stroke Prophylaxis U |